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Scritto da Simona Simonetti
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Domenica 13 Maggio 2012 09:07 |
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A FinalPIA la giunta Richeri promette la realizzazione di una rotonda dal suo insediamento nel lontano 2004. Dopo ben otto anni il vicesindaco ha annunciato che la rotonda forse si farà entro l' anno, ma sicuramente sarà rinviato il restauro di piazza Abbazia perchè mancano i soldi. E' bene chiarire che i soldi più che mancare a Finale vengono sprecati. Il problema della viabilità di PIA era stata valutato dagli uffici comunali nel 2004: erano state realizzate varie ipotesi (impianto semaforico o rotonde di varie dimensioni) ed era stata prevista una spesa di circa 320.000€. Il progetto comunale è stato chiuso in un armadio e nel 2009 è stato commissionato un progetto ad uno studio privato spendendo 16.000€ della collettività. Il costo di realizzazione della rotonda con il nuovo progetto è lievitato fino a 530.000€.
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Ultimo aggiornamento Domenica 13 Maggio 2012 09:15 |
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Il “Principe" deve ritornare dall'esilio di Genova |
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Scritto da Gabriello
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Mercoledì 09 Maggio 2012 17:14 |
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Sono passati ormai sei anni dall'interessante convegno di Archeologia che riportò alla ribalta l'importanza del “Giovane Principe”,scoperto nel 1942 nella Caverna delle Arene Candide. Il Prof. Vincenzo Formicola, del Dipartimento di Etologia, Ecologia, Evoluzione, Antropologia, dell’Università di Pisa, nell’Auditorium di S. Caterina in Finalborgo, descrisse sapientemente i dati raccolti su alcuni aspetti di questo “ Principe”, vissuto sul nostro territorio circa 25.000 anni fa, tra i qualil' alimentazione, il modo di vestire ecc. Inoltre presentò tutta la serie di elementi comparativi che consentirono addirittura la ricostruzione dell'antico volto. In quel convegno del 2006 venne anche fatto un annuncio di grande interesse: sul “ Principe” poteva essere fatta l’analisi del DNA mitocondriale (test di laboratorio ormai diffuso in molti Istituti di ricerca antropologica). Un test comparativo in grado di individuare le parentele e le discendenze di questo nostro avo finalese. Anche il Finalese potrebbe quindi avere un' “icona” di forte richiamo turistico-culturale,come avviene per “Oetzi”, l’Uomo di Similaun, che fa del Museo di Bolzano una meta non solo di appassionati di archelogia, ma di tanti turisti curiosi e interessati alla storia locale. Finale ha diritto alla restituzione del “Principe delle Arene Candide”, oggi in “esilio” nel Museo Archeologico di Genova Pegli. Genova non può pretendere di concentrare tutti i ben Il decentramento e la distribuzione equa di questi, pensiamo sia un'esigenza ormai riconosciuta da tutti.i culturali della Regione sul suo territorio. I reperti preistorici presenti nel Museo di Genova Pegli, portati via tanti anni fa da Finale per una necessità scientifica di studio presso l'Ateneo genovese erano, e sono ancora oggi, una quantità incredibile. Un decimo di questo materiale potrebbe costituire un nuovo Museo Archeologico: Collane e ornamenti vari, punte musteriane in quarzite, recipienti utilizzati per la conservazione di derrate alimentari - oltre ad una quantità considerevole di resti ossei animali (orsi, rinoceronti, e cc.). Tutti oggetti ritrovati nel corso degli scavi delle numerose caverne finalesi (Grotta Pollera,Arma delle Manie ecc.) e portati a Genova. I reperti preistorici dovrebbero essere collocati sul territorio di appartenenza, possibilmente nel contesto di un “Geo-Parco Archeologico”, perché una corretta lettura degli stessi deve essere effettuata con tutti gli elementi ambientali a disposizione.
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Ultimo aggiornamento Domenica 13 Maggio 2012 09:16 |
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Finalese: territorio a rischio. |
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Scritto da Gabriello
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Martedì 17 Aprile 2012 09:38 |
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In Italia le superfici cementificate sono cresciute a dismisura senza un corrispondente aumento demografico. Le aree urbanizzate si espandono al ritmo di 75 ettari al giorno a scapito delle superfici agricole e del paesaggio. In Liguria il consumo del territorio causa dissesto idrogeologico, quindi disastri. Anche il territorio finalese sta pagando il suo prezzo. Si dice che lo sviluppo edilizio porti ricchezza. Ma questo può essere vero, più che altro, per gli speculatori e comunque, anche per loro, solo nel breve periodo. Oggi sugli effettivi ricavi di un'edilizia selvaggia a scapito del territorio ci sono dei ripensamenti. Lo stesso Presidente di Confedilizia- Sforza Fogliani – correttamente dice: “con qualche accorgimento fiscale si può rendere conveniente la ristrutturazione degli immobili con il duplice scopo di dare lavoro e risparmiare sul consumo del suolo”. Infatti, il recupero e il riutilizzo del patrimonio edilizio esistente genera economia per il 50% in più della realizzazione di nuovi edifici (sempre dati Confedilizia). La stessa Regione Piemonte ha deliberato nel luglio 2011 una norma nella quale”non è ammessa la previsione di nuovi insediamenti residenziali in territori isolati dagli insediamenti urbani esistenti”. Prosegue invece imperterrita la trasformazione di aree agricole in insediamenti di vario genere. Riguardo a Finale, si assiste ormai da tempo ad una progressiva distruzione di terreni agricoli. In modo strumentale si sono costruiti edifici ad uso agricolo, sparsi sul territorio. Edifici poi diventati rapidamente seconde case (basta vedere i numerosi cartelli “In vendita”).Si sono realizzati enormi autosilos, con box rimasti in gran parte invenduti. Ma ormai il prezioso terreno agricolo,fonte primaria per il sostentamento di tutti, è per sempre compromesso. L'appello per una attività edilizia volta al risanamento, al risparmio energetico, al recupero del patrimonio esistente, in grado di dar lavoro a tante imprese e a tanti giovani cade nel vuoto di una ottusità imprenditoriale non più giustificabile.
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Ultimo aggiornamento Domenica 29 Aprile 2012 11:08 |
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Il TG1 parla di Varigotti e della speculazione |
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Scritto da Simona Simonetti
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Domenica 29 Aprile 2012 10:08 |
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Approda anche la TG1 delle 20:00 una storia di cemento e sequestri in uno degli angoli più belli della Liguria
Il promontorio di Punta Crena e l' adiacente Borgo Vecchio di Varigotti costituiscono il tratto di costa di maggior pregio della Liguria di Ponente. Il secoloXIX ha definito Varigotti il borgo più snob della Liguria, meta di vacanze per Hunziker, Herzigova, Vanoni, Cassano, Ferruccio De Bortoli, Andrea Agnelli …. Negli anni '60, in pieno boom edilizio sul promontorio di Punta Crena venne costruita una villa che non deturpava il pregievolo paesaggio circostante: villa Bardini era alta solo tre metri e nascosta dalla vegetazione. Villa Bardini attirò l' attenzione nazionale su Varigotti con un servizio fotografico per una rivista nazionale di architettura. 50 anni dopo, villa Bardini viene abbattuta per fare posto ad una costruzione imponente che compromette irrimedibilmente la bellezza del paesaggio circostante, e Varigotti ritorna all' attenzione della nazione ma stavolta come simbolo del degrado e del brutto cemento. Nonostante Punta Crena sia uno dei luoghi di maggior pregio paesaggistico, naturalistico e storico della Liguria tutelato dalla Comunità Europea come Sito di Interesse Comunitario (S.I.C.), qui è stata inferta una profonda ferita al paesaggio.
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Ultimo aggiornamento Domenica 13 Maggio 2012 09:17 |
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I rischi della telefonia cellulare. |
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Scritto da Gabriello
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Mercoledì 21 Marzo 2012 19:32 |
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A Varigotti, lungo la strada Boriolo che sale alle Manie, sta sorgendo una nuova antenna-ripetitore per la telefonia mobile. L'impianto, dell'altezza di 12 metri, è collocato al di sotto del noto e ben visibile “fungo”, ad un'altezza di circa 50 metri sul livello del mare, a breve distanza dalle abitazioni. Su questa nuova struttura verranno collocati i ripetitori di Vodafone, Telecom, H3G. Alla loro attivazione verranno spenti – e, si spera, rimossi – quelli attualmente collocati a Punta Crena, Hotel Plaza e Vico delle Stelle. Mentre apprezziamo la decisione di liberare Punta Crena (uno dei luoghi paesaggisticamente più belli della Liguria) e altri luoghi di Varigotti, dai rischiosi impianti, dobbiamo rilevare come la nuova collocazione non sia per niente felice e sia ancora di grande impatto ambientale. Non era possibile individuare una collocazione meno invasiva? Per quale motivo nel progetto (approvato dal Comune di Finale Ligure) non viene prescritta almeno una struttura di mascheramento (es. finti alberi) come è stato fatto in altre zone di elevato pregio paesistico (v. Parco del Circeo)? L'ARPAL (Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente Ligure) ha autorizzato questo impianto, che ha una potenza di 2170 Mhz-FDD e di 1920 Mhz-TDD-123W, con un nulla-osta “condizionato all'esito positivo delle misurazioni dei campi elettromagnetici, da effettuarsi in fase di collaudo”. Corre obbligo rilevare come una lunga serie di studi abbia messo in forte allerta per i rischi e le conseguenze dell'azione dei campi elettromagnetici e venga da più parti invocato il principio di precauzione quando questi campi superino determinati livelli.
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Ultimo aggiornamento Domenica 29 Aprile 2012 11:08 |
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