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Acqua

L’acqua è l’oro blu del XXI secolo. Insieme all’aria, l’acqua è il bene più prezioso dell’umanità.
Di chi è l'acqua?
E' nostra, dei nostri comuni, delle nostre regioni.
E' la pioggia che cade dal cielo.
L'acqua è un diritto naturale dell'uomo. Non un business.

Non nascondiamoci dietro i sofismi che differenziano proprietà e gestione del servizio dare un bene in gestione/monopolio per 30 anni di fatto significa perdere quel bene.

Alienare la gestione del servizio idrico significa alienare l' acqua, perderla.



GIU' LE MANI DALL'ACQUA! PDF Stampa E-mail
Scritto da Tiziana Bonora   
Sabato 07 Agosto 2010 09:38

Perchè l' acqua non diventi proprietà privata, ma un bene di tutti, da gestire collettivamente, "Diritto di Tutti" e Strumento di Pace.

"L'acqua è vita, dono di Dio. Tutte le culture che hanno popolato la terra hanno sempre attribuito all'acqua l'origine della vita, conferendole un grande valore simbolico legato alla fertilità. La mitologia è ricca di divinità, miti, leggende, luoghi sacri riconducibili all'acqua e alla sua centralità nella vita dell'uomo.L'acqua grande madre, acqua che purifica, che feconda, che guarisce, che rigenera.Nel Corano “l'acqua non si può vendere, ma solo donare”Francesco l'ha chiamata “sorella”Dio chiede a Caino :”Dov'è tuo fratello”? E questi risponde:”Sono forse il custode di mio fratello?”A  ognuno di noi è affidato l'altro, la vita e la natura intera.All'umanità del XXI secolo cosa resta di tutto questo? Siamo lontani dalla poesia dell'acqua, dal senso della sua sacralità. Dovremmo riscoprirne il valore profondo che parte da una cultura ancestrale, da un sentire interiore...invece, per non averla rispettata e a causa della nostra ingordigia, ne abbiamo fatto uno strumento di potere, una merce su cui fare profitto e ci troviamo a fare i conti con la sete, creando ingiustizie, sofferenze  e disuguaglianze senza precedenti nella storia.Da anni svolgo attività nelle scuole per sviluppare nelle future generazioni questa cultura dell’acqua e la conseguente responsabilità personale e collettiva.  Il nostro Pianeta è costituito dal 70% di acqua ma solo l’ 1,5% è acqua dolce e peraltro questa non è distribuita inmodo omogeneo su di esso. Si pensi che il 60% delle fonti è localizzato in soli 9 paesi(tra cui Stati Uniti, Russia, Canada, Brasile e Indonesia); mentre altri 80 paesi (cheraggruppano il 40% della popolazione mondiale) subiscono una situazione di gravepenuria idrica.Il Rapporto sullo sviluppo umano dell'ONU  del 2006 dal titolo “Povertà e crisi mondiale dell'acqua” descriveva una situazione già allora allarmante: circa un miliardo e mezzo di persone non hanno accesso all’acqua potabile.Ogni giorno circa 30.000 persone, prevalentemente donne e bambini,muoiono a causa di malattie generate dall’acqua infetta. Una situazione non dissimile da quella che c'era in Europa all'inizio del secolo, da risolvere soprattutto con investimenti pubblici.Dove viene erogata acqua potabile, la mortalità infantile è diminuita del 20% e dove sono state costruite fosse biologiche, è diminuita del 30%.18 milioni di minori (bambine e ragazze) non hanno possibilità di accedere all'istruzione perché hanno il compito di portare l'acqua nei villaggi, nelle baracche. Ho visto personalmente comunità indigene in Centro America  morire a causa dell'acqua inquinata dalle piantagioni intensive e chimicizzate di mais e banane e costrette  ad attingere l'acqua fino a 30 km per trovarla non contaminata. Chi vive nella bidonville di Soweto, se non vuole veder morire i propri figli di diarrea, come quel milione e 800mila bambini che ogni anno muoiono in questo modo in questo nostro mondo, deve comperare il “boccione” di Bonacqua della Coca Cola che incide del 20-30% del suo reddito disperato mentre dall'altro lato della stessa strada , dietro un muro elettrificato con scritto “risposta armata” l'acqua scorre, innaffia odiosi prati all'inglese, campi da golf e cricket , piscine e giochi d'acqua per bambinoni bianchi di 40-50 anni.  Sempre più nel mondo si generano conflitti tra stati e/o tra comunità per l’accaparramento di questa risorsa così essenziale alla vita e si prevede che  le situazioni di crisi potrebberonotevolmente aumentare fino a destabilizzare intere aree geografiche.  Dovrebbe suscitare indignazione profonda constatare che l’ostacolo principale allarealizzazione del Diritto Umano all’Acqua non risiede nell’assenza nénell’inadeguatezza delle risorse finanziarie, né delle tecnologie. Questeesistono. Ciò che manca è la volontà politica e le scelte economiche e socialicorrispondenti. Diritto o bisogno?Se l'acqua non è più un diritto ma una merce, un affare di pochi, diventa un bisogno che ognuno si deve soddisfare da solo.Tra gli obiettivi del millennio, sempre rimandati, quello di portare l'acqua potabile alla metà della popolazione prevedeva fondi di 10 miliardi di euro l'anno: neanche la metà di quanto spendiamo in acque minerali. Meno della spesa che destiniamo a guerre e guerriglie in 5 giorni. Resterà nuovamente l'ennesimo impegno tradito Le ONG di cooperazione allo sviluppo insieme a numerosi missionari sono gli unici soggetti che se ne occupano in modo serio. 
Abbiamo trasformato l’acqua in  un bene economico, una merce, il cui accesso viene regolato dal mercato e quotato in borsa come il petrolio. La nuova legge obbliga i comuni a privatizzare entro il 2011: espropria il pubblico dalla gestione del bene comune collettivo più vitale ed importante. Dalla sua emanazione, i titoli legati all'acqua  stanno salendo vertiginosamente.    L’ACQUA È VITA, E COME TALE È SACRA La raccolta firme per indire il referendum popolare, totalmente trasversale, promosso dal Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua, firmato già da molti vescovi, ha proposto di abrogare tre articoli di legge che prevedono la privatizzazione. (1)Sono state raccolte oltre  1.400.00 mila firme autenticate e valide.

Ultimo aggiornamento Domenica 22 Agosto 2010 10:52
 
Acqua Pubblica da record PDF Stampa E-mail
Scritto da Simona Simonetti   
Martedì 20 Luglio 2010 08:30

La voglia di Acqua pubblica ha superato tutti i record. Sono un milione e 400mila le firme raccolte e depositate in Corte di Cassazione per la richiesta di referendum sull'acqua pubblica. Più di quelle raccolte dalla DC contro il referendum contro il divorzio.

Quella per i referendum per l'acqua pubblica è la più grande raccolta di firme per un referendum nella storia del nostro paese.

Un grande risultato che testimonia òa voglia di preservare l' acqua dalla logica di business che spinge a consumare di più, e a guadagnare di più per un bene prezioso ed indispensabile.

Questo risultato a cui abbiamo partecipato con grande convinzione ci fa veramente felici e ci uniamo alla richiesta dei promotori di andare al voto nella prossima primavera . «Non scippateci quest'ultimo strumento di espressione - ha dichiarato Tommaso Fattori, del Contratto mondiale per l'acqua- l'attenzione di tutto il mondo ora sarà puntata sul nostro paese dal quale ci aspetta lo stesso risultato ottenuto dalla Francia sul tema della gestione dell'acqua: cacciare le multinazionali».

 
Acqua: noi ci siamo PDF Stampa E-mail
Scritto da Simona Simonetti   
Martedì 20 Aprile 2010 20:46

A partire dal 24 aprile inizierà la raccolta delle firme dei tre referendum per l' ACQUA PUBBLICA. Noi della lista PerFinale ci siamo, siamo nei banchetti a raccogliere le firme e a spiegare perchè l' acqua crediamo debba restare pubblica. Scriveteci anche sul sito. E se volete fare parte di questo vasto movimento per l' acqua pubblica coraggio, siamo tanti, diversi e convinti.

I quesiti. Se si raggiungeranno le 500mila, nella primavera del 2011, scatterà il referendum. Ecco i tre punti: abrogare l'art 23 bis che prevede che le società, per poter fornire servizi idrici, si debbano trasformare in aziende miste con capitale privato al 40%; abrogare l'articolo 150 del decreto legislativo 152/2006 che prevede, come unico modo per ottenere l'affidamento di un servizio idrico, la gara e la gestione attraverso società per azioni; abrogare l'articolo 154, nella parte in cui si impone al gestore di ottenere profitti garantiti sulla tariffa, caricando sulla bolletta dei cittadini un 7% in più. Una specie di "cavallo di Troia", questo, che ha dato il via alla gestione dei servizi idrici da parte dei privati.

La storia. Si tratta di una battaglia politica iniziata nel 2007 con la presentazione di una legge di iniziativa popolare sottoscritta da 400mila cittadini e messa nel cassetto dal governo Prodi. Una richiesta rilanciata poco dopo il 19 novembre 2009, quando alla Camera dei deputati si approvava, con ricorso alla fiducia, il decreto Ronchi che, all'articolo 15, rilanciava il processo di privatizzazione dei servizi pubblici locali, la dismissione della proprietà pubblica e delle relative infrastrutture. Il Forum da oggi ci riprova.  "Nonostante la raccolta delle firme, il governo non ha ascoltato". E se la corsa politica è ancora aperta, quella culturale è già stata vinta. "Chi privatizza, oggi, non può più farlo rivendicandolo ma è costretto a smentire se stesso e a mascherarsi dietro la privatizzazione della sola gestione", spiega Marco Bersani, rappresentante del Forum. Dietro ai quesiti referendari c'è qualcosa di più della mera protesta.
 
"L'acqua, un bene comune". E a spiegare in profondità i perché del referendum, ci pensano gli estensori dei quesiti: professori di diritto pubblico, privato e costituzionale. Come Stefano Rodotà che prende la parola:  "Prima di passare al privato bisognerebbe cercare di correggere le anomalie del pubblico. Ecco la novità. L'acqua - spiega il professore - non è un bene pubblico. E' un bene comune". Un qualcosa che non può rientrare in nessuno degli argomenti fallaci che ruotano attorno alle dicotomie pubblico-privato, proprietà-gestione. "Piuttosto, per l'acqua - continua Rodotà - si tratta di trovare una forma di gestione comune, come scritto nell'articolo 43 della Costituzione, perché c'è stato un passaggio. Il pubblico, in questo caso, non è più il pubblico tradizionale". Per il professore, il punto è un altro. Tutto culturale. "Il principio è che si possa ripartire da un ruolo attivo della cittadinanza. Il referendum rappresenta uno strumento per riabilitare la politica in un momento di stanchezza".

Ultimo aggiornamento Mercoledì 21 Aprile 2010 20:29
 
Sull’acqua decidiamo noi :) PDF Stampa E-mail
Scritto da Simona Simonetti   
Venerdì 02 Aprile 2010 08:24
 Sono stati depositati presso la Corte di Cassazione di Roma i quesiti per i tre referendum che chiedono l’abrogazione di tutte le norme che hanno aperto le porte della gestione dell’acqua ai privati e fatto della risorsa bene comune per eccellenza una merce. Leggi tutto

 

Anche PerFinale, promuove con convinzione i 3 referendum.

parteciperemo alla lunga marcia di quel vasto fronte aggregato al Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua composto dalle associazioni dei consumatori e ambientaliste, dal mondo cattolico e religioso, dal popolo viola, dai movimenti sociali, dal mondo sindacale e dalle forze politiche.

Ci impegneremo per fermare le politiche di privatizzazione partendo con una forte, radicata e diffusa campagna nazionale per la gestione pubblica dell' acqua.
Crediamo sia ora di smettere di svendere il patrimonio pubblico accumulato con il danaro della collettività: Dietro ai servizi pubblici c’è la politica di un intero secolo, ci sono gli sforzi economici delle comunità. Ci sono i diritti fondamentali all’acqua potabile, alla elettricità, al riscaldamento, alla sanità. Il silenzio e l’indifferenza su questi argomenti è insopportabile. Su questi argomenti si gioca la qualità della vita di tutti noi e la credibilità della politica, dei partiti e della nostra democrazia.

E non dimentichiamoci che:

  • che negli USA l’acqua è municipalizzata
  • Che in Olanda non si privatizza per legge.
  • Che nella Svizzera in questi giorni l’acqua è stata considerata Monopolio di Stato
  • Che il Comune di Parigi ha reso pubblica l' acqua parigina rompendo il contratto con i privati.
Ultimo aggiornamento Venerdì 02 Aprile 2010 09:39
 
La giornata mondiale dell' Acqua PDF Stampa E-mail
Scritto da Simona Simonetti   
Mercoledì 24 Marzo 2010 22:34

22 Marzo giornata mondiale dell' acqua

 

L’acqua è l’oro blu del XXI secolo. Insieme all’aria, l’acqua è il bene più prezioso dell’umanità. Di chi è l'acqua? E' nostra, dei nostri comuni, delle nostre regioni. E' la pioggia che cade dal cielo. L'acqua è un diritto naturale dell'uomo. Non un business.
Non nascondiamoci dietro I sofismi che differenziano proprietà e gestione del servizio dare un bene in gestione/monopolio per 30 anni di fatto significa perdere quel bene.

Alienare la gestione del servizio idrico significa alienare l' acqua, perderla. Inoltre mettere sul mercato i servizi NON equivale a modernizzare. Ripercorrendo la nostra storia più recente scopriamo infatti che nel 1903 Giolitti – governo liberale – decise di publicizzare gli acquedottti con un decreto che recita testualmente: “poichè siamo in un emergenza sanitaria. .... poiche è necessario che tutti i cittadini possano disporre dell' acqua per i servizi igienico sanitari....”. Infatti dal 1870 al 1890 vi furono in europa + di 600 epidemie di colera che vennero curate portando l' acqua in tutte le case  ( e garantndo così condizioni ingienico sanitarie corrette).

100 anni fa  Modernizzare = publicizzare

Siamo davvero sicuri che ora quell' equazione sia sbagliata?
S
pesso il pubblico non funziona. Io credo che in parte la colpa sia anche nostra (come cittadini intendo). Infatti noi deleghiamo la gestione della cosa pubblica ai nostri amministratori, senza partecipare alle scelte politiche e, cosa ancora peggiore, continuamo a votare persone che si candidano a gestire i beni pubblici ed in cuor loro pensano che sia meglio il privato.

Allora se uno in cuor suo pensa che sia meglio il privato perchè dovrebbe far funzionare al meglio la gestione dei beni pubblici? E' un po come se un gestore di un ristorante odiasse il cibo o un poliziotto pensasse che rubare sia in fondo accettabile.

Se qualcuno ritiene che il privato sia meglio non deve candidarsi per gestire I beni comuni ma dovrebbe coerentemente candidarsi a fare l' AD in qualche SPA, e noi dovremmo coerentemente smetterla di eleggerlo come amministratore pubblico.

Il pubblico funziona efficacemente in molte nazioni. Ovunque la gestione dell'acqua sia stata privatizzata, il suo prezzo è aumentato, raddoppiato, triplicato. In Francia, a Parigi l’acqua ritornerà pubblica dal primo gennaio 2010. Il sindaco Bertrand Delanoe non ha rinnovato i contratti con le multinazionali Veolia e Suez . L’acqua sarà gestita da un ente pubblico: “Eau de Paris”. Il risparmio per i parigini sarà di almeno 30 milioni di euro all'anno. In Italia, il non-Parlamento ha trasformato in legge un decreto che rende privata l'acqua pubblica. La legge Ronchi stabilisce che la quota di capitale pubblico delle società che gestiscono l'acqua non sia superiore al 30%.

Siamo più stupidi dei francesi?

Io ritengo che una gestione pubblica sia meglio: perchè pubblico e privato non competono sull' efficacia dello strumento ma hanno due obbiettivi diversi.

  • per il pubblico l' obbiettivo è l' efficenza e la convenienza del servizio

  • per il privato è la redditività del servizio

 

Ultimo aggiornamento Venerdì 02 Aprile 2010 08:20
 
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