Lunedì, 06 Set 2010
 
 
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così non va

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Mobilità
Giornata nazionale della bici PDF Stampa E-mail
Scritto da Simona Simonetti   
Venerdì 07 Maggio 2010 17:15

Domenica 12 maggio
giornata nazionale della bicicletta
 

il comune di Finale aderisce organizzando una biciclettata che parte alle 10 da Finalborgo.
PerFinale che ha fatto la
campagna elettorale in bicicletta aderisce ed invita tutti a partecipare.

La bicicletta è in grado di risolvere semplicemente i problemi di congestione dovuti al traffico (necessità di posti auto, inquinamento dell' aria ecc...) .  Invece attualmente la bici soccombe di fronte alle orde motorizzate perchè l' auto si è imposta non solo come mezzo di trasporto ma sopratutto come status symbol.
L' auto era fino a pochi anni fa qualcosa da esibire.

La bici, i pedoni, le carrozzine sono stati penalizzati dallo strapotere delle auto che hanno invaso spazi con la costruzione di parcheggi, l' occupazione abusiva di marciapiedi e la colonizzazione dei centri storici.

Ridare spazio alla bici, riavvicinare i cittadini alla bicicletta significa prima di tutto comunicarne i vantaggi e fare una vera e propria azione culturale: cambiando il modo di vedere le cose. 

I vantaggi della bicicletta come mezzo di trasporto sono sia una migliore salute per chi usa la bici (protegge dalle cardiopatie) che una migliore qualità della' aria per tutti.

Insomma con bici ci guadagniamo tutti.  Per incentivarla veramente però occorre andare oltre l' iniziativa di un giorno e ridare spazio e sicurezza a questo mezzo con la costruzione di piste ciclabili e comodi parcheggi.

Cominciamo domenica pedalando tutti insieme.

Ultimo aggiornamento Martedì 11 Maggio 2010 11:12
 
Chiudere Finalborgo al Traffico? PDF Stampa E-mail
Scritto da Simona Simonetti   
Sabato 03 Aprile 2010 13:44
Sulla viabilità di Finalborgo occorre fermare la contrapposizione fra sostenitori delle macchine, che chiedono più posteggi e maggiore orario di apertura al traffico del borgo storico, e paladini della tranquillità del borgo più bello d' Italia.

Bisogna spostare l' attenzione dalla viabilità alla mobilità riconoscendo che i cittadini vogliono semplicemente poter arrivare facilmente e comodamente in un posto: ricorrono alla automobile perchè non hanno alternative ed in questo modo generano traffico e necessità di posti auto.

Se forniamo una alternativa alla automobile i cittadini la utilizzano: come prova l' alta frequentazione del trenino privato che congiunge FinalMarina a Finalborgo. Un comune lungimirante, dovrebbe lavorare ad una mobilità alternativa che renda i postaggi presenti sufficenti e l' attraversamento del borgo non necessario.

 

A livello pratico occorre lavorare sul trasporto collettivo e sulle bici. La navetta gratuita da finalborgo è un' inziativa condivisibile ma come è attualmente organizzata è facile prevedere che sarà un fiasco. Infatti come si fa ad usare un servizio senza conoscerne gli orari? (attualmente non sono rintracciabili nemmeno sul sito del comune di Finale) Inoltre la frequenza è insufficente: aspettare 30 minuti è troppo e l' assenza di servizio dalle 11:45 alle 15:00 non sopportabile. Dove funzionano i servizi pubblici sono caratterizzati da efficienza, alta frequenza, accessibilità. A Stoccolma una fermata di trasporto pubblico non è mai più lontana di trecento passi e se il tram non passa entro venti minuti, il passeggero mancato ha diritto a prendere il taxi gratis: quando si dice trattare il cittadino come un cliente.

 

Per creare un' alternativa valida all' uso dell' auto anche a Finale, bisogna fornire un servizio di buona qualità. Le risorse ci sarebbero, se evitassimo di ripagare più volte la stessa opera pubblica: come la passeggiata castelletto-San Donato (rifatta 4 volte in due anni) oppure l' arco di Spagna danneggiato dall' umidità a due mesi dal restauro.

Offrire un servizio scadente, con il rischio che non venga utilizzato, costituisce uno spreco e non risolverà il problema della mobilità intorno al borgo più bello d'Italia.

Ultimo aggiornamento Lunedì 05 Aprile 2010 20:45
 
mobilità uno sguardo diverso PDF Stampa E-mail
Scritto da Simona Simonetti   
Mercoledì 25 Novembre 2009 13:11
Grande partecipazione all' incontro sulla mobilità. In una sala Gallesio era gremita, l' ing. Willi Husler ha presentato una riflessione sull' evoluzione del concetto di traffico e di urbanistica per poi giungere ad alcuni esempi concreti in Val Venosta, ed in Germania.

 

Dal punto di vista storico il concetto di Urbanistica del 1900, fortemente influenzato dalla proiezione verso tutto ciò che era moderno del futurismo, iniziò a progettare città per facilitare l' uso della macchina. Willi ha illustrato un studio di Le Courbusier che prevedeva il rifacimento del quartiere nord di Parigi (a partire da l' ile del la citè) con grattacieli tutti uguali.
Dal concetto di città moderne si passò poi negli anni 40-50 allo studio dei grandi piani del traffico con le grandi vie di circolazione che richiedevano sempre maggior spazio per permetere alle macchine di circolare. La città venne paragonata ad un essere vivente di cui il traffico costituiva la circolazione. Anche questo modo di concepire le città, che in parte si sente ancora adesso nel linguaggio usato per il traffico, venne riconsiderato dagli addetti ai lavori che capirono che costruire strade non impediva gli imbottigliamenti. La circolare attorno a londra arriva in alcuni punti a 12 corsie eppure si blocca sistematicamente.

La soluzione di allargare le strade per fluidificare il traffico venne rivista, per inziare a riconsiderare un' idea diversa di città. Una città in cui non è più solo la macchina la protagonista ma devono convivere macchina, bicicletta e pedoni. Una Città in cui gli spostamenti si possano fare semplicemente con i mezzi pubblici, alleggerendo la necessità di auto e di parcheggi.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 25 Novembre 2009 13:15
 
mobilità e qualità della vita PDF Stampa E-mail
Scritto da Simona Simonetti   
Domenica 22 Novembre 2009 09:48

Non c'è bisogno di essere ambientalisti per accorgersi che le nostre cittadine da Sestri Levante ad Alassio si trasformano in gironi dantesci dove migliaia di auto circolano senza sosta alla ricerca di un parcheggio (da il partito del Cemento di Marco Preve e Ferruccio Sansa).

La ricetta alle difficoltà della mobilità urbana è da anni sempre la stessa: bisogna costruire più parcheggi, quindi altro cemento. Poi spesso quando si passa dalle parole ai fatti dai parcheggi si passa ai box privati. Intanto la situazione non migliora muoversi diventa sempre più difficile ed estenuante per i pedoni, ciclisti, motociclisti e automobilisti.

A Finale negli ultimi 5 anni sono stati costruiti molti box privati (via Silla, via XXV Aprile, via Castelli, ex colonia Lancia, mura di Finalborgo....) in tutto forse 2000 box.

Il paesaggio è stato trasformato e non in meglio. E' ora di porsi una domanda questo sacrificio della bellezza è stato ripagato da una maggiore facilità negli spostamenti? E' più facile per abitanti e turisti muoversi in città?

Se pensate che la risposta sia NO, vuol dire che la soluzione che fin qui è stata proposta per risolvere il problema della mobilità è sbagliata ed occorre guardare il nostro territorio con nuovi occhi per cercare nuove soluzioni.

Noi ti proponiamo di parlarne Martedì sera in sala Gallesio.

 
Bici: NO GRAZIE! 2° puntata. PDF Stampa E-mail
Scritto da Marco Marchese   
Martedì 11 Agosto 2009 19:08
Voci di corridoio dicono che il Comune sta progettando la tanto sospirata pista ciclabile da Finalborgo a Finalmarina.

Di per sé è una bella notizia, ma come tutte le notizie bisogna guardaci dentro. Ecco quindi la sorpresa: la pista che correrebbe in via Dante dovrebbe prendere il posto dell’attuale marciapiede, che ovviamente dovrebbe restringersi; per poter utilizzare quindi questa sede, si prevede di abbattere tutti i bellissimi pini che attualmente hanno dimora su questo marciapiede. Sconcertano i commenti a questo “disboscamento”: <così si risolvono i problemi di sicurezza: non si dovrà più verificare la staticità degli alberi, non dovrà essere attuata la potatura per impedire ai rami più bassi di invadere la sede stradale (che deve essere mantenuta libera fino ad una altezza di 4 mt.), non si dovrà più spazzare gli aghi di pino che ad ogni colpo di vento cadono, non ci saranno più le radici che deformano il manto stradale.>

Viene quasi da pensare che la pista ciclabile sia un mezzo per poter finalmente aver ragione di questi alberi che danno solo “problemi”….a questo proposito il pensiero corre a quanto successo nel porto di Finale: una trentina di tamerici sono state tagliate alle radici e la giunta ha motivato l’intervento perché queste piante, tipiche della nostra zona mediterranea ed uniche a sostenere i venti salmastri, hanno delle infiorescenze molto leggere e sottili che vanno ad intasare ombrinali e pompe di sentina delle imbarcazioni ormeggiate, con (udite, udite) gravi pericoli di affondamento delle imbarcazioni stesse; personalmente pur amando il mare più di ogni altra cosa non possiedo un’imbarcazione in quanto non ho il tempo necessario da dedicarci, comunque la visiterei periodicamente e sono sicuro che quanto previsto sagacemente dagli organi portuali, non succederebbe.

Ritornando alla pista ciclabile, come è mio uso dopo le critiche propongo delle scelte ragionate:

la pista ciclabile posta sul lato sinistro (percorrendo Via Dante da monte a mare) non va bene.

Così prevista la corsia dovrebbe attraversare tutte le intersezioni con le strade afferenti a Via Dante (e sono circa una quindicina in meno di un kilometro), vanificando lo scopo per la quale dovrebbe essere istituita e cioè la sicurezza dei ciclisti. Quindi spostandola sull’altro lato, preferibilmente a sbalzo sul torrente Pora, si risolverebbero tutti i problemi: maggiore sicurezza per i ciclisti, salvaguardia del patrimonio arboreo della nostra città e chi userà la bici per spostarsi avrà un panorama gradevole sul torrente e sul monte della Caprazoppa. In seguito alla realizzazione del nuovo ponte sul Pora potrà essere previsto un sottopasso per la pista in corrispondenza del medesimo, prevedendo anche la continuazione della pista tra via Dante e la stazione sempre lungo il torrente. Bisogna programmare questi interventi anche per i prossimi anni senza dover tornare sulle cose fatte, come succede senza un piano a lungo termine. Comprendo il maggior costo dell’intervento ma ritengo che questo possa trarre il finanziamento attraverso gli oneri che dovranno essere versati per l’intervento edilizio in area Piaggio.

Ultimo aggiornamento Sabato 29 Agosto 2009 13:52
 
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