Noi riteniamo che il cittadino debba essere parte attiva nella vita della città. Vogliamo valorizzare il lavoro d'équipe in cui gli eletti siano i portavoce di un gruppo di cittadini e cittadine che pensano e fanno. Per questo ci impegnamo ad applicare l'alternanza del mandato realizzata semplicemente con le dimissioni a metà mandato degli eletti. Crediamo che questo impegno all' alternanza possa costituire uno strumento valido alla deriva leaderistica della politica che sempre di più si configura in un'ottica di affidamento al "principe" - sempre più solo, sempre più potente, sempre più attivo, in mezzo alla mancancazi di iniziativa politica. Inoltre, la possibilità per più persone elette di partecipare ed acquisire competenze rispetto al funzionamento della “cosa pubblica” aumenta il capitale sociale della città. La necessaria continuità e coerenza del nostro progetto è garantita dal lavoro di squadra che consentirà agli eletti di portare la voce comune (e non la propria). Per ciò che riguarda l’attività amministrativa proponiamo: l' apertura di un canale youtube per la trasmissione del Consiglio Comunale, la convenzione con una radio locale per la trasmissione del Consiglio Comunale, la publicizzazione più ampia possibile (via e-mail, con affissioni etc..) dei verbali dei consigli comunali, L' assunzione del Bilancio Partecipativo come modalità di decisione collettiva nell' utilizzo dei fondi pubblici ormai utilizzata in diverse municipalità anche italiane, l' uso del referendum, del dibattito pubblico e di altri strumenti di partecipazione diretta dei cittadini che consentano di far sentire la propria voce di fronte alle scelte cruciali. [il primo punto in cui proporre il referendum potrebbe essere per esempio il Parco del Finale]. il question time aperto ai cittadini all’inizio di ogni Consiglio Comunale.
|
|
Trasparenza e Partecipazione |
|
|
|
|
Scritto da Simona Simonetti
|
|
Domenica 02 Maggio 2010 13:03 |
|
Giovedì il consiglio comunale ha approvato, con il solo voto favorevole della maggioranza, il piano generale di sviluppo, che rappresenta la sintesi fra il programma e la sua messa in opera. Un piano modesto. Analizziamo la parte sulla trasparenza e la partecipazione. Due obbiettivi condivisibilibi, le cui azioni strategiche messe in campo per raggiungerli sono molto deludenti. Per ciò che riguarda la partecipazione, l' obbiettivo indicato è veramente modesto. Infatti la giunta propone di mettere su internet le publicazioni di matrimonio, una informazione che riteniamo più vicina al gossip che ai reali interessi della cittadinanza, senza citare la possibilità di trasmettere via web il consiglio comunale. Questo nonostante il 7 Luglio abbiamo votato all' unanimità la mozione per la trasmissione via web dei consigli comunali. Da allora non si è neanche mai più discusso in commissiione dell' argomento. Da allora altre amministrazioni, ad esempio quella di Celle e Varazze hanno realizzato questa semplice ed importante scelta di trasparenza Quindi per la partecipazione i Finalesi potranno sapere, attraverso il sito del comune, chi si sposa ma NON cosa si discute il consiglio comunale.
|
|
Ultimo aggiornamento Mercoledì 05 Maggio 2010 19:24 |
|
|
la ricchezza delle differenze |
|
|
|
|
Scritto da Simona Simonetti
|
|
Giovedì 15 Aprile 2010 21:25 |
|
A Finale è attiva da molti anni una solidarietà silenziosa che fa e non si vanta. Questa solidarietà si manifesta nelle molte associazioni di volontariato, rappresentate dalla consulta del volontariato.
Questo week-end questa solidarietà si rivela in una grande riflessione sull' integrazione. Comincia venerdi sera con un dibattito condotto da Tarcisio Mazzeo, Giornalista RAI 3 a cui interverranno: Josè Galvez (Economista - Ecuador ) e Giuseppe Florio (Biblista, Ass. Progetto Continenti). Spero che Venerdi 16 Aprile alle 21:00 al Boncardo saremo in tanti. Come spero saremo in tanti domenica 18 Aprile dall 10:00 alle 18:00 ai chiostri di Santa Caterina alla Festa dei Popoli |
|
Scritto da Angela Fedi
|
|
Sabato 23 Maggio 2009 12:45 |
|
La libertà non è star sopra un albero, non è neanche avere un’opinione, la libertà non è uno spazio libero, libertà è partecipazione. (G. Gaber) Se ha ragione Gaber e la libertà non ha a che fare con il rintanarsi su un albero, significa che la libertà ha a che fare con lo sporcarsi le mani e con il farlo insieme ad altri. Non lo pensa solo Gaber: ad esempio un piccolo ma illuminante testo di Amartya Sen (premio Nobel per l’economia) si intitola “La libertà individuale come impegno sociale”. E se la libertà è partecipazione, ciò significa che l’impegno sociale ci rende liberi. Certo ci rende anche più impegnati e stanchi, ci sottrae serate alla famiglia ed alla tivù, ci fa litigare con qualcuno che il giorno dopo rivediamo al bar, ci fa sorbire discorsi già sentiti o un po’ fuori luogo…ma ci rende liberi. Liberi di sapere, di scegliere, di agire. Libertà non come liberarsi degli altri (e chiudere il mondo fuori) ma come capire, decidere e agire con gli altri. Un bel cambio di prospettiva. Ma di quale partecipazione stiamo parlando? Che cosa vuol dire partecipare? Innanzitutto vuol dire prendere parte attivamente, non solo sentirsi parte (del tipo: “bravi, sono con voi…ma andate avanti voi che io sto a casa davanti alla tivù”), vuol dire implicarsi, sporcarsi le mani e metterci la faccia. Attivamente, in prima persona, “proprio io”. Più tecnicamente, stiamo parlando del coinvolgimento dei cittadini nelle scelte pubbliche (che dunque li riguardano, come dice la parola stessa) che può avvenire sia per invito delle istituzioni o dei decisori (“dall’alto”) oppure per iniziativa dei cittadini stessi (“dal basso”). Questo tipo di partecipazione, di cui sono strumenti il bilancio partecipativo, i comitati di cittadini, il dibattito pubblico, etc., si sta sempre più diffondendo anche in Italia.
|
|
Ultimo aggiornamento Lunedì 25 Maggio 2009 09:50 |
|
|
|
|
|
|