Lunedì, 06 Set 2010
 
 
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così non va

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Paesaggio
 

Il paesaggio è indicato dalla legislazione alla stregua di categoria da riconoscere e proteggere giuridicamente in quanto componente essenziale del contesto di vita delle popolazioni, espressione del comune patrimonio culturale e naturale, fondamento della loro identità.

Mai come in questi ultimi 50 anni il paesaggio ha subito modifiche così profonde (cemento, porti, massacro delle coste, invasività di mezzi di trasporto) che hanno comportato una perdita del patrimonio storico e culturale.L' interesse pubblico, è bene ricordarlo, richiede una seria politica di salvaguardia del patrimonio culturale e una cura del territorio tale da preservarlo da dissesto ed impoverimento.

Sul piano pratico occorre una seria analisi del territorio riguardo agli spazi naturali, rurali, urbani e peri-urbani comprendendo i paesaggi terrestri, le acque interne e marine per stabilire i fabbisogni qualitativi e quantitativi della cittadinanza, soprattutto per ciò che riguarda l’impatto delle trasformazioni proposte e gli interventi di mitigazione necessari.



disattenzione e trascuratezza PDF Stampa E-mail
Scritto da Simona Simonetti   
Domenica 22 Agosto 2010 10:26

Varigotti: uno dei borghi più affascianti della liguria, unico per la sua architettura saracena.
A 10 metri dal mare, troviamo degrado, trascuratezza ....

Le macchine posteggiano a una decina di metri dal mare sulla massicciata dell' ex-ferrovia. La zona è maltenuta e sporca nonostante di valore per la presenza di ulivi plurusecolari e delle tracce del vecchio acquedotto varigottese del 1700.
L' incuria si sa genera incuria e nella zona si trovano abobndanti rifiuti: bottiglie di plastica, cartecce, addirittura una sedia di plastica rotta.
In tutta europa si cura il turismo, attraverso la cura del territorio e la valorizzazione dei beni naturali e storici, qui invece li abbandoniamo all' incuria. Vi proponiamo un video su questo piccolo gioiello abbandonato.

Un' area maltenuta su cui insiste un progetto di risanamento a base di cemento. Che trasformerebbe un' area pubblica in case, autorimesse, box privati.....

Ultimo aggiornamento Giovedì 26 Agosto 2010 19:47
 
In nome di CHI ? PDF Stampa E-mail
Scritto da Simona Simonetti   
Domenica 15 Agosto 2010 16:41

 La vicenda dell' antico uliveto di Pia fa nascere una riflessione.

 In nome di chi agisce il sindaco Richeri se i cittadini acquistano i terreni per impedire le speculazioni edilizie?

Se i cittadini sono disposti a pagare per preservare ciò che l' amministrazione consente di distruggere è chiaro che questa amministrazione non li rappresenta per niente.

Rivediamo la vicenda: un' antico uliveto nel nucleo storico di Pia (180 piante di ulivi e 500 mt di muretti a secco) viene dichiarato edificabile dall' amministrazione che consente nell'area box, parcheggi, pischina, campi da tennis e 3 palazzine di cui due adibite ad albergo.
I residenti insorgono, cercando di far ragionare l' amministrazione sul danno enorme che costituirebbe la distruzione di un angolo suggestivo ed incontaminato. L' operazione era di così scarso valore che il presidente dell'Unione provinciale Albergatori Angelo Galtieri lo definì un errore storico che avrebbe depresso invece di valorizzare l'intera economia turistica della zona.

I cittadini hanno raccolto firme per la salvaguardia dell' area, parlato con gli amministratori e spiegato sui giornali il loro punto di vista.
L' amministrazione sorda continuò a difendere la libertà del cemento.
Alla fine i cittadini hanno messo mano al portafoglio, comprando l'area.
L' acquirente ha dichirato con molta semplicità che l'uliveto sarà integralmente preservato.

In questo caso il sindaco, la giunta e la maggioranza NON hanno agito rappresentando i cittadini, ed è quindi più che mai legittimo chiedersi: in nome di chi amministra Richeri?

Ultimo aggiornamento Domenica 22 Agosto 2010 10:50
 
Alberi: il respiro verde. PDF Stampa E-mail
Scritto da Simona Simonetti   
Lunedì 12 Luglio 2010 19:48

Gli alberi sono grandi fornitori di “servizi ambientali”. Un singolo albero fornisce ossigeno per 10 persone e di assorbire, a seconda delle dimensioni, da 7 a 12 kg. di emissioni di CO2 all’anno. Gli alberi riducono l’inquinamento acustico e possono farci risparmiare sino al 10 % del consumo energetico.

Sono utili gli alberi, utili e belli. Ma a Finale Ligure li tagliamo e non li sostituiamo. Se vi sono alberi malati, arriva implacabile la sega. Poi il tronco tagliato resta per anni abbandonato, uno dei tanti simboli dell' incuria della nostra città.
Se abbattessimo i politici malati, rinnoveremmo il Consiglio Comunale ogni anno.

 

Questa giunta esordì nel suo primo mandato con i tagli dei pini marittimi in piazzetta Montale, motivato dalla caduta delle pigne. In via Saccone furono abbattuti antichi e rigogliosi Lecci per piantarvi delle Palme che oggi a due anni dall' intervento sono gracili e poco ombrose. Si spesero dei soldi pubblici per sostituire alberi rigogliosi con altri più fragili e minacciati da un parassita tropicale (il punteruolo rosso) che puntualmente oggi sta attaccando le nostre piante.

In via Brunenghi, un maldestro intervento di rifacimento dei marciapiedi, ha provocato la morte di 3 pini marittimi.

Questa giunta sta rendendo sempre più brutta e più grigia la nostra città, noi invece crediamo che Finale debba diventare più verde e più bella. La filosofia della gestione della città deve essere ribaltata passando dal grigio del cemento al verde della natura, dall' attenzione ai problemi delle auto all' attenzione al benessere di cittadini e turisti.

Ultimo aggiornamento Lunedì 12 Luglio 2010 20:08
 
caprazoppa il danno infinito PDF Stampa E-mail
Scritto da Simona Simonetti   
Mercoledì 12 Maggio 2010 00:00

E' difficile per un finalese normale capire perchè una cava chiusa da più di 15 anni richieda la costruzione di un molo che metterà a rischio la sicurezza della viabilità e le spiagge di finale.

La cava è stata chiusa, sul territorio c'è una voragine. E' il momento di dire basta.

Vediamo invece cosa sta succedendo. La società Roccamar, per poter vendere il materiale di cava nelle loro disponibilità, chiede di costruire un molo lungo 50 metri e largo 6 a partire dalla spiaggia di fronte alla caprazoppa. Il molo è dichiarato temporaneo della durata di due anni. Tuttavia il tipo di progetto, composto da massi anche di notevoli dimensioni rende onerosa la rimozione del molo e la nostra prima preoccupazione è che quest' opera diventi poi definitiva. Il molo infatti potrebbe venir inglobato nel progetto di speculazione edilizia, previsto nelle aree dell' ex cava reintroducendo quel porticciolo + volte negato dalla regione.

Il danno ambientale per Finale è rappresentato sia dal molo che sporgerebbe per 50 m al di là del capo di caprazoppa sia dalla strada prevista sopra la galleria dell' Aurelia. Il molo produrrebbe una modifica delle correnti che amplificherebbe l' erosione delle spiagge finalesi.Già in stato di forte criticità.

Mentre la strada sopra la Galleria comporta rischi di caduta massi e di stabilità per la galleria stessa.

Ultimo aggiornamento Giovedì 13 Maggio 2010 20:57
 
FinalPIA, mon amour PDF Stampa E-mail
Scritto da Simona Simonetti   
Lunedì 26 Aprile 2010 21:32

PIA è un quartire trascurato e degradato e gli abitanti hanno semplicemente ragione quando lo ricordano all' amministrazione. E' bene chiarire che questa Amministrazione tradirà la fiducia degli abitanti di Pia anche nei prossimi anni. Le opere pubbliche infatti si realizzano con i soldi e non con le promesse, e i soldi per Pia nel bilancio che la giunta ha presentato sono ben pochi, 170.000 euro per sistemare il ponte di Pia su 13 milioni di euro di investimenti. Poi c'è qualche promessa per il 2011..

Per rivitalizzare questo quartiere serve ben altro. A Pia la speculazione edilizia ha inferto duri colpi al territorio. Lo sproporzionato allargamento dello Sciusa ha lasciato un grande letto di fiume vuoto, con qualche pozza di acqua stagnante. Mi chiedo cosa sarebbe il viale senza le Palme, eppure a Pia questa amministrazione ha tagliato i maestosi alberi del lungo Sciusa senza indugi. Ha lascianto Pia spoglia, e cinque anni dopo la fine dei lavori, il ponte medioevale è ancora da sistemare. Il quartiere è in affanno: gli esercizi commerciali continuano a chiudere e il grande impegno del CIV o dei Garosci non riesce ad arrestare il declino.

 

Pia potrebbe migliorare, ma occorre agire con decisione in tre direzioni: eliminazione del degrado, valorizzazione del territorio, creazione di eventi turistici . Dal punto di vista pratico occorre, per prima cosa, risistemare immediatamente il sottopasso, la parte di viale mai completata, i giardini ed i marcipiedi. Parallelamente si dovrebbe valorizzare gli angoli più prezioni come l' antica via Madonna, l' uliveto centenario dei De Raymondi e l' animata via molinetti, la piazza dell' Abbazia, il molo.

Infine è necessario riportare le persone a passeggiare a FinalPia organizzando qualche manifestazione turistica di rilievo, per esempio delocalizzando parte del Festival dell' agroalimentare.

In altre parole bisogna dare a questo quartiere delle opportunità. Opportunità di sviluppo per il turismo ed il commercio ed opportunità di migliore qualità della vita per gli abitanti.

 

FinalPia, la porta ingresso del borgo antico di Calvisio, e dei sentieri naturalistici e storici come Val Ponci, potrebbe tornare bella e viva come tanti anni fa.

Ultimo aggiornamento Venerdì 30 Aprile 2010 21:28
 
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