Mercoledì, 08 Feb 2012
 
 
PerFinale TV

così non va

Please update your Flash Player to view content.
Ma Finale Ambiente è dei finalesi? PDF Stampa E-mail
Scritto da Simona Simonetti   
Venerdì 03 Febbraio 2012 19:37

Finale Ambiente è senz' altro dei Finalesi per ciò che riguarda i debiti, infatti se fosse in deficit il conto verrebbe pagato da tutti noi attraverso le casse comunali. Quindi poichè un eventuale deficit di Finale Ambiente è garantito dalle nostre tasche dei Finalesi è indispensabile che abbiamo il controllo delle azioni di Finale Ambiente ossia che il consiglio comunale esamini e approvi le decisioni più importanti e i bilanci.  

Del resto questa è anche l' opinione della legge italiana che infatti impone il  «controllo analogo» obbligatorio verso le società pubbliche richiede che l’amministrazione pubblica eserciti un controllo analogo a quello che ha sui propri servizi attraverso la definizione degli obiettivi gestionali, e l' esame e l' approvazione preventiva delle decisioni più importanti. 

 

Questo controllo è stato infranto nel consiglio comunale di Martedi sera, quando è stato proposto al consiglio di approvare con colpevole ritardo il bilancio parziale di giugno, di settembre e gli indirizzi. E' evidente che approvare a Gennaio il bilancio di giugno rende del tutto inutile l' azione di controllo del Consiglio Comunale.

La giunta Richeri ha commesso due gravi mancanze: il ritardo che di fatto rende iniefficace il controllo e l' omissione della decisione di Finale Ambiente di acquistare Finale Parcheggi.

L' aquisto di Finale Parcheggi è costato a Finale Ambiente 485.841€ e ci ha accollato un mutuo da 4,8 milioni di euro.

 
Nel progetto Piaggio proponiamo di non dimenticare PDF Stampa E-mail
Scritto da Simona Simonetti   
Lunedì 30 Gennaio 2012 21:37

Nel progetto Piaggio il paesaggio e le necessità della città di Finale Ligure non sono una priorità, l' unico obbiettivo è la ricerca del massimo profitto. Non a caso la morfologia dell’insediamento ripropone il modello Borghetto con la concentrazione degli edifici più alti sul fronte mare con conseguente perdita della vista mare (e del valore immobiliare) per le aree retrostanti (Finalborgo)

Il prezzo che Finale è chiamata a pagare non smette mai di crescere. In aggiunta all'invasivo progetto già approvato la Piaggio ha chiesto e sta ottenendo: lo spostamento a monte dell' Aurelia, a ridosso della Ferrovia, con conseguente aumento della volumetria fronte mare; lo spostamento di significativi volumi in zone di maggior pregio sfrattando le scuole di Finale (Rivetti e Alberghiero); la pretesa di far pagare ai Finalesi la costruzione delle nuove scuole in area Piaggio; l' abbattimento dell' hangar, patrimonio storico dei finalesi, per ottenere nuove aree edificabili.

Di fronte a tutto questo la lista PerFinale chiede all'amministrazione Finalese una sola cosa: che sulla piazza principale del nuovo “Villaggio Piaggio” sia installata una targa a futura ed imperitura memoria, sulla quale siano riportati nomi e cognomi degli amministratori di questa, delle passate e delle future amministrazioni comunali, che hanno reso possibile questa opera.

Vogliamo che i nostri figli e tutte le future generazioni ricordino chi avrà reso possibile questa opera, a nostro avviso scellerata. I finalesi decideranno se considerare questa targa un monumento o una “colonna infame”.


 
Spaghetti al diserbante? PDF Stampa E-mail
Scritto da Simona Simonetti   
Lunedì 09 Gennaio 2012 06:56

 Ricordate la questione del diserbante, usato con disinvoltura da Finale Ambiente per pulire le strade?

Lo stesso micidiale prodotto potrebbe trovarsi nella nostra pasta, dimostrando che quando si usa la chimica senza le corrette precauzioni si rischia di perdere il controllo.

Il sito ilCambiamento ha segnalato il rischio per i nostri spaghetti di essere prodotti in Canada dove per le difficili condizioni nel clima viene usato il diserbante nella produzione di grano. Così il veleno ora arriva direttamente nel nostro piatto.

Se non si acquista pasta certificata di grani italiani, si rischia di mangiare un prodotto altamente insalubre

Il successo della pasta ha promosso la coltivazione del grano duro anche in luoghi molto diversi per clima e tecniche colturali dall'area mediterranea
Gli italiani sono ancora grandi mangiatori di spaghetti, rafforzati, nelle loro scelte alimentari, dai riconoscimenti che nutrizionisti di tutto il mondo tributano alla dieta mediterranea.
Il grano duro, che ne è l'esclusivo ingrediente, viene tradizionalmente coltivato nei paesi mediterranei ma il successo della pastasciutta e la crescente richiesta di grano duro ha promosso la coltivazione di questo cereale anche in luoghi molto diversi per clima e tecniche colturali.
Gli USA ed il Canada meridionale sono diventati grandi produttori di grano duro, ma il clima freddo e continentale di queste regioni costringe gli agricoltori a posporre il periodo di coltivazione (tradizionalmente invernale-primaverile).
La semina avviene quindi in primavera ed il raccolto a fine estate, ma una trebbiatura così tarda espone al rischio d'intersecare l'arrivo delle piogge autunnali, che oltre a ritardare la maturazione della spiga (vetrificazione del seme) riempiono i campi di infestanti verdi che ostacolano il lavoro delle mietitrebbie.
Con il consueto pragmatismo ed il disinvolto ricorso alla chimica che contraddistinguono la cultura di questi paesi, gli agricoltori hanno introdotto l'uso del glyphosate in pre-raccolto. Ossia trattano, con un disseccante micidiale come il Round Up della Monsanto, le colture di grano duro appena 10-15 giorni prima del raccolto.

 

Ultimo aggiornamento Lunedì 09 Gennaio 2012 07:07
 
Il “Consiglio Comunale dei Ragazzi” deve rinascere. PDF Stampa E-mail
Scritto da Gabriello   
Sabato 21 Gennaio 2012 09:52
E' scomparso a Finale Ligure il “Consiglio Comunale dei Ragazzi” istituito alcuni anni fa con grande enfasi.
In quella occasione furono pronunciate molte autorevoli parole di incoraggiamento per un'iniziativa di grande interesse educativo e sociale.
Nessuno ha mai pensato al suo rinnovo e oggi i ragazzi e le ragazze che allora lo componevano, esaurito il loro compito, sono  cresciuti e diventati adulti.
In molti Comuni italiani funziona questo importante organismo di partecipazione attiva che intende favorire nelle nuove generazioni lo sviluppo di una coscienza civile basata sulla conoscenza, sul rispetto dei diritti e sulla consapevolezza dei doveri.

Come è noto le aree tematiche di cui si occupano questi “Consigli Comunali dei Ragazzi” riguardano la conoscenza del territorio e la sua tutela, la salute e la solidarietà tra tutti i cittadini, il tempo libero il gioco ,lo sport e i rapporti con le diverse Associazioni ricreative e di volontariato. Oltre a tutta una vasta gamma di interessi che emergono dalle diverse realtà comunali.

I giovani studenti, eletti in questi Consigli, che normalmente frequentano la Scuola Media di primo grado, si incontrano periodicamente per scambiare opinioni, condividere informazioni raccolte dalla voce delle compagne e dei compagni. Queste informazioni riguardano problemi, proposte, idee, desideri di tutti i giovani che vivono nel loro Comune.
I Delegati, nominati dai Consigli, hanno l'importante incarico di dialogare con il Sindaco e gli Amministratori Comunali adulti, per cercare insieme soluzioni ai problemi, valutare le esperienze positive,  realizzare nuovi progetti che migliorino la vita dei ragazzi, dei bambini, in sostanza di tutti gli abitanti del Comune.

I “Consigli Comunali dei Ragazzi” sono quindi uno strumento fondamentale per fare avvicinare i giovani al mondo degli adulti, per dar voce alle loro proposte, per renderli responsabili
in un momento particolarmente delicato e difficile della loro crescita.
 Questa esperienza può diventare una tappa importante nel percorso di educazione civica e di sensibilizzazione per una partecipazione attiva alla vita sociale.
In conclusione si auspica una ripresa a Finale Ligure, come per tutti i Comuni del Savonese, dell'esperienza del “Consiglio Comunale dei Ragazzi”.
 
Progetto Ghiliazza tutto da rifare PDF Stampa E-mail
Scritto da Gabriello   
Giovedì 05 Gennaio 2012 09:40

Sono da approvare in pieno le considerazioni di Legambiente riguardo alle intenzioni di ricorso al TAR della Società “Cave Arene Candide” contro la bocciatura, da parte della Regione Liguria, del progetto di trasformazione delle ex Cave Ghigliazza.

Il ricorso al TAR è senz'altro una opzione a disposizione di chiunque; quello che ha stupito è l'aggressività delle dichiarazioni formulate dalla Società contro il parere della Commissione Regionale di VIA(Valutazione di Impatto Ambientale); parere definito “maldestro, pretestuoso , impertinente e non dettato da valutazioni di carattere tecnico”.

Legambiente riconosce invece come la risposta della Commissione di VIA, ratificata dalla Giunta Regionale, non solo abbia recepito e accolto le innumerevoli osservazioni di associazioni, cittadini e istituzioni, ma abbia anche espresso il proprio qualificato e pertinente parere su temi quali risorse idriche, stabilità geologica, viabilità, risorse energetiche, danni ambientali al SIC terrestre ed a quello marino. La bocciatura della VIA, inoltre, non si basa solo sul più che pertinente parere dei tecnici della Regione, ma anche su qualificati e imparziali interventi di prestigiosi accademici ed esperti ambientali.

La proprietà “Cave Arene Candide” evidentemente difetta di autocritica nel definire il proprio progetto “condiviso quasi da tutti” e nell'affermare di avere recepito tutte le richieste di miglioramento presentate nel corso degli anni.

Lo stesso Comune di Finale Ligure, ha depositato una precisa osservazione nella quale lamenta proprio come “gli elaborati tecnici costituenti il PUO non recepiscano le prescrizioni, con possibili conseguenze sulle valutazioni di carattere paesaggistico, ambientale, viabilistico, ecc.” e pone in evidenza molte criticità ed inadempienze in relazione alla realizzazione delle strutture pubbliche.

Legambiente ricorda giustamente che quando l'attuale proprietà acquisì l'area delle ex Cave Ghigliazza, ne rilevò anche gli oneri: in particolare l'obbligo di metterle in sicurezza e di completarne il recupero ambientale.

Quella che la Società Arene Candide definisce come la “minimale invasione della zona SIC”, oltre ad essere invece massiccia , non è per niente necessaria all'espletamento di questi obblighi ed è invece una assurda pretesa di deroga alle norme dell'Unione Europea in quanto comporta la riapertura dell'attività di cava, oltre a rendere decisamente più redditizio l'investimento speculativo immobiliare.




 
<< Inizio < Prec. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 Succ. > Fine >>

Pagina 1 di 52